Il Sismabonus è un’agevolazione fiscale pensata per incentivare la messa in sicurezza degli edifici attraverso interventi di adeguamento, miglioramento e ristrutturazione sismica. La Legge di Bilancio 2025 introduce importanti novità, a partire da una drastica riduzione delle aliquote di detrazione. In questa guida aggiornata vediamo in dettaglio come cambia il Sismabonus dal 2025, quali interventi sono agevolabili, a chi spetta e cosa serve per accedervi.
Con la Legge di Bilancio 2025, il Sismabonus subisce una significativa revisione. Le principali novità sono:
- Aliquota ridotta al 50% per le abitazioni principali.
- Aliquota al 36% per altri immobili nel 2025, che scenderà al 30% nel 2026 e 2027.
- A partire dal 2028, l’unica agevolazione disponibile sarà il Bonus Ristrutturazione al 30%, solo per soggetti IRPEF.
- Il limite massimo di spesa resta 96.000 euro per unità immobiliare.
Le nuove percentuali valgono anche per gli edifici in zona sismica 3, oltre che per interventi che precedentemente garantivano detrazioni fino all’85%, come:
- interventi con passaggio a una o due classi di rischio inferiori;
- lavori sulle parti comuni condominiali.
Per beneficiare del Sismabonus Acquisti tra il 2025 e il 2027 sarà obbligatorio dimostrare almeno una riduzione di una classe di rischio sismico. In base al miglioramento ottenuto, si potrà accedere ad aliquote comprese tra 30% e 50%.
Tra gli interventi agevolabili:
- miglioramento o adeguamento sismico delle strutture;
- lavori su coperture per migliorarne la capacità portante o ridurne il peso;
- ripristino di elementi strutturali degradati in muratura, cemento armato o acciaio;
- interventi per ridurre il rischio di crolli o ribaltamenti (es. installazione di catene, rafforzamento nodi trave-colonna, ancoraggi per camini e parapetti);
- opere di classificazione e verifica sismica.
Questi interventi possono riguardare sia edifici residenziali che produttivi, purché situati in zone sismiche 1, 2 o 3.
Sì. Il Sismabonus può essere utilizzato anche in presenza di contributi per la ricostruzione post-sisma, ma solo per le spese eccedenti il contributo pubblico. È ammessa anche la detrazione per le opere di completamento non coperte dal contributo, se funzionalmente legate all’intervento principale (es. tinteggiature post consolidamento).
Per ottenere la detrazione, occorre presentare:
- comunicazione all’ASL (se prevista);
- titolo abilitativo con data inizio lavori o autocertificazione;
- bonifici parlanti per i pagamenti;
- fatture e ricevute;
- asseverazione della classe di rischio pre e post intervento;
- documentazione fotografica e tecnica;
- visto di conformità;
- per i condomìni: dichiarazione dell’amministratore e riparto spese.
Sì, per accedere al Sismabonus è obbligatorio presentare l’asseverazione della classe di rischio, prima dell’inizio dei lavori. Tuttavia, se l’asseverazione viene trasmessa in ritardo, si può accedere al bonus tramite remissione in bonis, purché si rispetti la scadenza per la dichiarazione dei redditi in cui si applica la detrazione.
Con le modifiche introdotte dai decreti 11/2023 e 39/2024, la cessione del credito e lo sconto in fattura sono limitati. Restano valide solo se:
- CILAS e delibera assembleare (per i condomìni) sono state presentate prima del 16 febbraio 2023;
- alla data del 30 marzo 2024 risultano presentati tutti i titoli richiesti.
In caso contrario, l’unica opzione disponibile sarà la detrazione diretta in 5 anni.
Fino al 31 dicembre 2024 restano attive aliquote più vantaggiose:
| Tipologia intervento | Aliquota |
| Nessun miglioramento classe sismica | 50% |
| Miglioramento di 1 classe (unità singole) | 70% |
| Miglioramento di 2 classi (unità singole) | 80% |
| Miglioramento di 1 classe (condomini) | 75% |
| Miglioramento di 2 classi (condomini) | 85% |
Per gli interventi combinati con il miglioramento energetico (Superbonus), è prevista una detrazione fino all’85% entro il 2024.
Dal 2025, accedere alle agevolazioni per interventi antisismici sarà meno conveniente rispetto al passato. Le detrazioni calano sensibilmente, ma il Sismabonus resta una misura importante per migliorare la sicurezza strutturale degli edifici.
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