Per quanto riguarda il regime ordinario, il ricavato che proviene dall’affitto va dichiarato ai fini dell’Irpef. Dunque verrà sommato a tutti gli altri redditi percepiti dal contribuente all’interno del periodo dell’anno fiscale. Va da sé che, essendo l’Irpef un’imposta progressiva, più alto è il reddito totale, più alta è l’aliquota e più sarà alta la quota da pagare.
Per entrare nello specifico, il regime fiscale italiano prevede 5 scaglioni di reddito:
- tra 0 e 15 mila euro: aliquota del 23%
- tra 15.001 e 28 mila euro: aliquota del 27%
- tra 28.001 e 55 mila euro: aliquota del 38%
- tra 55.001 e 75 mila euro: aliquota del 41%
- più di 75 mila euro: aliquota del 43%
Alla registrazione del contratto si devono aggiungere le spese dell’imposta di registro, che corrisponde al 2% del canone annuo d’affitto e dell’imposta di bollo con un costo minimo di 16€.
È importante fare attenzione anche nel caso di morosità da parte dell'inquilino. Il canone di locazione va dichiarato ai fini Irpef, fino a che non si proceda con la convalida dello sfratto definitivo.